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Elezioni, Mangialardi su vittorie di Ghergo e Fiordelmondo: “Chiaro segnale di bocciatura anche per la destra regionale di Acquaroli e Ciccioli”

Maurizio Mangialardi 2' di lettura 27/06/2022 - “Scegliendo Lorenzo Fiordelmondo, Jesi non si è lasciata sfuggire l’opportunità di chiudere la triste parentesi degli ultimi dieci anni, caratterizzata dal governo della destra mascherata da civismo, per aprirsi a una stagione di grande cambiamento politico e sociale, in sintonia con la cultura, la storia e la tradizione della città.

Un bellissimo risultato per tutto il centrosinistra, che grazie a un candidato giovane, serio e di grande spessore, e a liste composte da persone competenti e appassionate, è riuscito a costruire un programma concreto, fondato su un’idea di comunità forte, coesa e solidale, all’altezza dei bisogni di Jesi e del territorio circostante”.

Così il consigliere regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi commenta la vittoria del nuovo sindaco di Jesi Lorenzo Fiordelmondo. Un risultato che per il capogruppo del Pd ha anche una forte valenza su scala regionale.

“Credo non sfugga a nessuno – spiega Mangialardi – come i risultati di Jesi e Fabriano rappresentino anche un segnale di sfiducia nei confronti della giunta Acquaroli. Non dimentichiamo che Bacci era in predicato di assumere il ruolo di sottosegretario all’interno della giunta regionale e che il capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli in questi ultimi mesi ha marcato costantemente il territorio jesino, mettendo la propria faccia sul mezzo disastro partorito dalla Regione su Amazon e avallando con la sua presenza a fianco di Grassetti le farneticanti parole spese da quest’ultimo per sostenere Marasca al ballottaggio. Parole da cui, va la pena ricordarlo, lo stesso Marasca è stato costretto a prendere le distanze. Stesso giudizio vale su quanto accaduto a Fabriano, città dove l’ex presidente Spacca, mentore dell’attuale assessore Carloni, e il suo ex capo di gabinetto Becchetti, attuale segretario generale della giunta regionale, sono stati artefici nel 2020 di una delle più imbarazzanti operazioni trasformiste che le Marche abbiano mai vissuto al fine di sostenere la destra di Acquaroli, la quale, a oggi, non è ancora riuscita a dare una sola risposta ai tanti temi del distretto della montagna, di fatto abbandonato a sé stesso. Insomma, i risultati di questa tornata di amministrative ci indicano la strada da seguire anche in vista delle regionali del 2025. Ora sta a tutti noi lavorare per restituire anche alle Marche un governo adeguato alle sfide che ci attendono”.


da Maurizio Mangialardi
Capogruppo regionale PD - Assemblea Legislativa delle Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-06-2022 alle 18:21 sul giornale del 28 giugno 2022 - 275 letture

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