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Europa Verde: un parco per l'Alto Esino

5' di lettura 17/07/2022 - Dalla Strategia Europea per la Biodiversità sono in arrivo importanti finanziamenti per le nuove aree protette che verranno istituite entro il 2030.

Dell’istituzione di un Parco naturale “Alto Esino - Valleremita” se ne parla sin dagli anni ’70 del secolo scorso. Ad evidenziare le indiscutibili valenze dal punto di vista floristico dell’alta valle del fiume Esino, erano stati botanici del calibro di Ballelli, Biondi, Pedrotti, Orsomando e Francalancia, i quali avevano individuato quest’area come una delle meglio conservate e più importanti dal punto di vista floristico e vegetale delle Marche. In questo territorio esiste infatti un’eccezionale concentrazione di biodiversità e proprio per questo, nel 1986, qui venne creata l’Aula Verde di Valleremita, uno dei primi centri di educazione ambientale delle Marche, con lo scopo di far conoscere il nostro patrimonio floristico e botanico e di tutelarlo e preservarlo per poterlo poi trasmettere alle generazioni future.

Nel 1995 l’Aula Verde venne anche riconosciuta dalla Regione Marche come CEA - Centro di Educazione Ambientale. Stiamo parlando di un territorio in larghissima parte di proprietà regionale, quindi “pubblica”, rappresentato per oltre 4.000 ettari dalla Foresta Demaniale dell’Alto Esino.

Inoltre, insistono sulla stessa area anche l’Oasi Faunistica di Valleremita, le Aree Floristiche Protette del Monte Rogedano, Monte Puro e Monte Linatro e più a sud quelle del Monte Gioco del Pallone, di Pizzinetto di Mutola e del Monte Cafaggio, dove sgorgano le sorgenti dell’Esino.

Non a caso, quindi, tutta l’area è stata riconosciuta di grande importanza a livello comunitario per la Rete Natura 2000, con l’istituzione delle ZSC del Monte Puro – Rogedano – Valleremita, delle Faggete di San Silvestro e del Monte Gioco del Pallone e del Monte Cafaggio e con la ZPS del Monte Gioco del Pallone, aree che si sovrappongono una sull’altra a dimostrazione della straordinaria valenza dal punto di vista floristico, faunistico e paesaggistico di questa zona. Un territorio considerato, proprio per questo, “mistico” e “spirituale” sin dall’antichità, visto che nel corso dei secoli, in pochi chilometri quadrati, sono sorti eremi, conventi, abbazie, come l’Eremo francescano di Val di Sasso, sopra Valleremita, dove soggiornò San Francesco, il Monastero di San Silvestro sul Monte Fano, l’Abbazia di San Biagio in Caprile sopra Campodonico, l’Eremo di San Cataldo sul Monte Corsegno a picco sopra Esanatoglia, l’Eremo di San Pietro nei pressi delle sorgenti dell’Esino, il borgo antico di Palazzo, con il Castello dei Malcavalca, lungo la strada che da Esanatoglia porta a Fiuminata, oggi completamente restaurato e il bellissimo centro storico medioevale di Esanatoglia.

L’idea di riproporre il progetto del Parco Naturale Regionale “Alto Esino - Valleremita” è stata rilanciata alle ultime elezioni comunali del Comune di Fabriano da Antonella Giulietti,candidata vicina alle tematiche ambientaliste ed ecologiste, in una delle Liste civiche che
appoggiavano l’Avv. Daniela Ghergo, eletta poi a Sindaco della “Città della Carta” al primo turno.

La stessa Ghergo si era dimostrata molto interessata al progetto del Parco, in occasione di una sua presentazione tenutasi prima delle elezioni all’Aula Verde di Valleremita.

La novità interessante è che la Strategia Europea per la Biodiversità per il 2030 affida alle aree protette un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità e riconosce, allo stesso tempo, che l’attuale rete non è sufficientemente ampia per garantire gli obiettivi di salvaguardia.

La “Sfida del 30X30”, lanciata in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente per contrastare l’aumento di CO2 e quindi il surriscaldamento globale ed i cambiamenti climatici, è infatti quella di raggiungere entro il 2030, almeno il 30% di territorio protetto di terra e di mare e di individuare questi nuovi Parchi e Riserve naturali preferibilmente in quelle zone dove sono già presenti aree della Rete Natura 2000, di cui, come abbiamo detto, è particolarmente ricca e vocata la zona dell’Alto Esino.

Ma l’aspetto ancora più importante è che per garantire un’adeguata gestione di queste nuove aree protette, la Commissione Europea ha già previsto, da oggi fino al 2030, lo stanziamento di notevoli finanziamenti, che solo per l’Italia ammonteranno ad oltre 1 milione di euro all’anno, da utilizzarsi preferibilmente per il recupero delle antiche coltivazioni agricole, ormai quasi scomparse, per la conversione di quelle esistenti in biologiche, per la creazione e/o il potenziamento delle reti sentieristiche ed escursionistiche e la promozione turistica dei territori.

Un’occasione unica quindi, da non lasciarsi sfuggire, soprattutto per quei Comuni dell’entroterra come Fabriano, che hanno vissuto il collasso di quel “modello marchigiano” di sviluppo, incarnato dalle industrie di elettrodomestici della famiglia Merloni e che stanno cercando faticosamente di ricostituire un modello “alternativo”, basato stavolta sulla tutela e sulla valorizzazione dell’ambiente e sulle straordinarie ricchezze storiche e paesaggistiche del loro territorio.

Come Verdi promuoveremo e continueremo a batterci convintamente per la realizzazione del Parco naturale “Alto Esino – Valleremita”. Questo progetto si inserisce, infatti, in un più ampio piano strategico provinciale e regionale, cui appartiene anche lo storico progetto dell’Area Marina Protetta del Conero.

Auspichiamo che questa iniziativa venga accolta favorevolmente dalle amministrazioni locali, ma ci auguriamo anche che cittadine e cittadini dell’entroterra possano guardare a questo progetto come esempio di comunità ed appartenenza.


dal Coordinamento Montano di Europa Verde - Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-07-2022 alle 22:07 sul giornale del 18 luglio 2022 - 215 letture

In questo articolo si parla di attualità, comunicato stampa

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