Quantcast

Basket: Qualche scintilla in occasione del primo atto ufficiale del Basket Jesi Academy

6' di lettura 30/07/2022 - Nessuno si aspettava che venisse steso un tappeto rosso per accogliere i volti nuovi del basket jesino, tanto meno Del Conte e Villani e lo stesso Ciaccafava, chiamato idealmente a fare inizialmente da garante, ma questo primo atto ufficiale, ha già marcato una divisione con i tifosi della curva.

Accorsi abbastanza numerosi, dopo settimane di incertezza, nonostante, in definitiva, si trattasse di un incontro con la stampa, per chiarire gli aspetti dell’operazione che ha sancito il passaggio di consegne e soprattutto di titolo sportivo, tra Aurora e Basket Jesi Academy. Va detto che intelligentemente non sono stati messi alla porta, ma sono stati ascoltati, anche quando i toni si sono fatti più accesi.

«Molti sanno quanto è stato difficile per me – ha esordito Altero Lardinelli che resterà ancora nell’Aurora come amministratore unico – ma non posso non ricordare che la società è stata a rischio diverse volte. Già quando la famiglia Latini ha deciso di uscire dal basket eravamo stati a un passo dallo scomparire, ma eravamo riusciti a ripartire, togliendoci altre soddisfazioni come la Coppa Italia. In questi ultimi tre anni sono successe tante cose, un campionato sospeso, un altro senza pubblico, una riforma dei campionati che rischia di massacrare tante società. Se è vero che in questi anni è cambiato il mondo, lo stesso è accaduto anche a Jesi: avevamo due banche, una delle quali ci sosteneva con cifre importanti, la città pullulava di aziende; oggi bisogna rendersi conto che la situazione economica non è più la stessa. Alla luce di queste difficoltà io e Daniele Ciaccafava abbiamo trovato questa soluzione».

L’Aurora continuerà nella sua attività di settore giovanile e scouting, gestendo ancora la foresteria, ha aggiunto Lardinelli.

Massimiliano Del Conte, socio di maggioranza del Basket Jesi Academy, ha sottolineato di essere a Jesi per qualcosa di importante: «Abbiamo allestito un roster molto competitivo, affidandolo a un coach di valore, per noi il pubblico sarà importante; capisco le perplessità e dico che non ci dovranno scegliere a prescindere, siamo pronti a essere giudicati domenica dopo domenica. È normale essere accolti con diffidenza, posso però affermare che non vogliamo entrare a gamba tesa, anzi vogliamo coinvolgere nel nostro progetto altri sponsor, grazie ad Andrea Villani, specialista in marketing. Concludo dicendo che non siamo degli avventurieri».

Ha poi giustificato l’assenza di comunicazioni ufficiali, con il fatto che fino al via libera della F.I.P. non si potevano fare annunci. Ci permettiamo però di affermare che in questo caso però la neo nata società ha segnato una sorta di… autocanestro, nel momento in cui giornalisti, tifosi e simpatizzanti, hanno scoperto la novità direttamente sul sito della Lega.

Dalle parole di Andrea Villani, amministratore unico del Basket Jesi Academy è poi emerso che in realtà il progetto stava per essere attuato già un anno fa, «scaduti i termini per l’scrizione al campionato abbiamo rimandato. Siamo e saremo qui per un progetto in prospettiva. Io e Del Conte siamo uomini di sport, siamo qui per lavorare. Io personalmente mi occuperò della campagna pubblicitaria e del coinvolgimento di altre aziende sul territorio, anche in un momento di difficoltà come questo, potendo contare sul supporto di Daniele Ciaccafava. Abbiamo pensato a un progetto di prospettiva, in un’ottica di medio e lungo periodo, non facciamo promesse, sarà il campo a parlare».

Lo sponsor e da ora socio al 30% della nuova realtà societaria, Daniele Ciaccafava, non ha utilizzato mezze frasi, andando diretto al bandolo della questione: «capisco che per voi non è stato facile accettare l’idea di cambiare nome, ma dovevamo fare una scelta, come del resto accade nella vita. Per fare un certo percorso avevamo due soluzioni, creare una nuova situazione o portarci dietro le diverse problematiche. Jesi non è solo il nome stampato sulla maglia, è molto di più. Non è piaciuto neanche a me, però siamo qui a ribadire che l’Aurora non muore, ma continuerà a vivere, portando avanti il settore giovanile che è l’anima del basket cittadino».

Quando i toni si sono fatti più accesi e diversi tifosi hanno espresso a gran voce le proprie perplessità, come prima cosa riguardo il cambio di denominazione, poi in merito al rischio di una futura perdita del titolo sportivo, Ciaccafava ha trovato le parole giuste per replicare:

«Pensate che io, dopo essermi esposto con tanti soldi, abbia interesse a commettere errori?»

Ha inoltre ribadito, vestendo idealmente i panni del garante, che nello statuto della società è previsto che se uno dei due soci fosse contrario alla cessione del titolo sportivo, l’operazione non andrebbe in porto.

«Ci stiamo già attivando – ha poi aggiunto – per poter riportare il marchio sulle maglie».

Nel prosieguo della conferenza stampa, dalle parole di Del Conte, è poi emerso che il budget per l’allestimento della squadra è già quasi tutto coperto.

Insomma non si è trattato affatto di un incontro all'acqua di rose, del resto persone come Del Conte e Villani, che si sono presentate come uomini di sport, da parecchi anni nel mondo del basket, potevano già intuire che la loro “prima” non sarebbe passata a tarallucci e vino, a ribadire che al contrario, il loro percorso nelle relazioni con la città sia iniziato già in salita.

“Lavorare”, “fare parlare il campo”, sono le prime parole scolpite nel marmo, pronunciate dai nuovi attori, una sorta di impegno sottoscritto, non già di fronte a un notaio, come accaduto a fine giugno, ma davanti a una intera città sportiva.

A fine serata, dopo gli “arrivederci” di rito – noi della stampa abbiamo chiesto di ricevere informazioni più frequenti e tempestive – mentre vecchi e nuovi dirigenti hanno lasciato la Novelli, all’esterno dell’impianto sono rimasti i soli tifosi della curva, accorsi abbastanza numerosi, quelli dai quali si poteva ripartire come volano per un entusiasmo che si potrebbe riaccendere, se la squadra, come pare, si dovesse rivelare ben attrezzata. Hanno partecipato prima in silenzio alla presentazione, poi alcuni di loro hanno fatto sentire eccome le proprie ragioni, anche polemicamente con espressioni verbali molto forti; per loro potrebbe forse trattarsi di un “addio”.

Dopo tanti anni di basket possiamo solo affermare che dovrà essere il campo a parlare, perché le belle parole a un certo punto potrebbero essere già state dimenticate e, si sa, la fiducia deve essere conquistata con i fatti.

(nella foto, da sinistra: Ciaccafava, Villani, Del Conte, Lardinelli)






Questo è un articolo pubblicato il 30-07-2022 alle 08:05 sul giornale del 01 agosto 2022 - 752 letture

In questo articolo si parla di sport, articolo, giancarlo esposto

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/diAu





logoEV
logoEV