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Il punto del CT Mancini su Nazionale, Serie A e alcuni calciatori

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di Redazione


Roberto Mancini
Lo jesino Roberto Macini è un grande conoscitore di calcio. Oltre infatti ad essere stato uno dei migliori numeri “10” della storia del calcio italiano, l’attuale CT della nazionale maggiore maschile è stato allenatore vincente con i club e con l’Italia, e le sue analisi sono sempre molto coscienti e competenti.

La testata nazionale “Il Giornale” in un'intervista ha “stuzzicato l’allenatore di Jesi su diversi argomenti, fra i quali anche Zaniolo e Belotti, il grande "esodo" di calciatori italiani come Insigne, e la Serie A, e come sempre le risposte sono state tutt’altro che banali.

Secondo il CT dell’Italia il fatto che Scamacca, Lucca, Insigne e Bernardeschi siano emigrati in altri campionati è un bene. Difatti secondo Mancini la cosa fondamentale per poter giocare un buon calcio, ed essere competitivi per qualificarsi ai prossimi mondiali, è che i nostri calciatori facciano esperienza, migliorino e si mettano in gioco. Come si può evincere dalle statistiche sul calcio di Serie A, infatti, per trovare il primo italiano nella classifica marcatori bisogna arrivare al dodicesimo posto. Del resto pungolato direttamente su Lorenzo Insigne, forse il nome più “pregiato” del nostro campionato andato fuori dai confini (in Canada con Bernardeschi), non ha nascosto che le porte della nazionale sono aperte a tutti.

La stima, l’amore e le speranze per le qualità tecniche e fisiche di Zaniolo, il CT di Jesi non le ha mai nascoste, tanto da chiamarlo per la prima volta in maglia azzurra quando ancora il ragazzo di Massa non aveva esordito in Serie A. E Mancini ha continuato a credere nel calciatore giallorosso, infortuni a parte, ma le parole durante l’intervista a “Il Giornale” lasciano trasparire un po’ di impazienza. Il giudizio sull’attaccante della Roma è sempre positivo, e per Mancini farebbe sempre parte della nazionale maggiore, ma al contempo ha invitato il ragazzo a crescere più in fretta perché il tempo passa, e si sprecano delle occasioni.

Diverso l’approccio nell’analisi sul “gallo” Belotti, di cui si dice contento per il suo passaggio alla Roma, ma al quale augura di giocare anche in ottica nazionale. Il centravanti della nazionale resta del resto sempre un’incognita, nonostante un Ciro Immobile che in Italia non conosce limiti alla sua media reti, e avere più opzioni per Mancini è sempre meglio.

Il tecnico classe 1964 non ha dubbi: la Serie A di adesso è di un livello inferiore rispetto a quella degli anni ‘80 e ‘90. Una parte delle motivazioni è che il nostro campionato è più tecnico e meno fisico rispetto a quello inglese, in cui il CT ha vinto con il Manchester City, e calciatori come Di Maria, Giroud o Ibrahimovic possono ancora fare la differenza, ma poi in Europa soffriamo. Stuzzicato sulla questione Mondiali si è detto indeciso sulla possibile squadra vincitrice, ma ha affermato che la sosta inciderà e non poco sui piani soprattutto delle squadre di vertice. Inoltre il campionato del mondo potrebbe portare una “ondata” di infortuni e problemi muscolari a cui alcuni club non sono preparati in termini di abbondanza delle rose.



Roberto Mancini

Questo è un articolo pubblicato il 15-09-2022 alle 17:03 sul giornale del 15 settembre 2022 - 142 letture



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