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Con la voce della danza, un video a sostegno delle donne dell'Iran

3' di lettura 20/10/2022 - Il linguaggio universale della danza a sostegno delle donne iraniane. Da qui, l'idea della scuola di danza Cinzia Scuppa di Jesi di realizzare, in collaborazione con la Luna Dance Center di Ancona, un video di vicinanza alle donne che nel mondo lottano per difendere la loro libertà.

È il 16 settembre quando Mahsa Amini, viene uccisa. La ragazza ventiduenne si trovava in carcere dopo essere stata arrestata dalla polizia morale per aver mostrato in pubblico i suoi capelli, a causa di un hijab indossato male. Dalla sua morte, le piazze iraniane si sono animate di donne e uomini, che stanno manifestando al grido di "Donna, Vita, Libertà", mentre la polizia del regime reprime la rivolta nel sangue e conduce in carcere i manifestanti.

La mancante libertà di espressione li obbliga a chiedere diritti mettendo in gioco la loro stessa vita. Essere fisicamente lontani da tale realtà, non deve mai tradursi in una giustificazione per non ascoltare quanto accade al di là delle nostre “ tiepide case”, ed il mondo dell'arte è da sempre paladino di tale dovere.

Cosi, nell'ultimo mese, numerosi artisti hanno dato vita a dei messaggi che grazie all'universalità del loro linguaggio hanno il potere di amplificare nel mondo la voce di protesta dell'Iran. Ne è un esempio “Baraye”, brano del cantante Shervin Hajipour che ha unito all'interno del testo le frasi di appoggio alla rivolta scritte attraverso Twitter. Dopo l'uscita della canzone attraverso un post sui social, Shervin è stato arrestato ed il brano cancellato, ma “Baraye” aveva già fatto il giro del mondo diventando sin da subito una delle canzoni simbolo della rivolta.

In Italia, il mondo della street art sta dando vita a significative testimonianze. “The cut”, l'immagine di Marge Simpson con la chioma blu tagliata, realizzata a Milano dallo street artist aleXsandro Palombo avanti al Consolato generale delle Repubbliche Islamiche dell'Iran e prontamente rimossa, è una di esse. Così come lo è la Venere di Botticelli, con in mano delle forbici rosse pronta a tagliarsi una ciocca di capelli, comparsa a Torino grazie all'artista Andrea Villa.

Gesti e creazioni che identificano un modo per partecipare attivamente, anche se distanti, a quanto accade. Al perseguimento di tale dovere vuole assolvere anche il video realizzato con il patrocinio del Comune di Ancona, dalla Scuola di danza Cinzia Scuppa di Jesi e la Luna Dance Center di Ancona. Nella cornice della Mole Vanvitelliana, le 14 donne protagoniste del video (Giulia Basadonne, Eva Brugnami, Alessandra Caruso, Valentina Clementi, Deli, Simona Ficosecco, Veronica Gasparoni, Rachele Raimondi, Loredana Pagnoni, Cinzia Scuppa, Elisabetta Serraiocco, Sonia, Giovanna Torri, Anastasia Zenobi), hanno unito le loro mani, i loro capelli ed i loro sguardi alla voce di Yashgin Kiyani, cantante iraniana che ha recentemente prodotto una versione di “Bella Ciao” presto diventata un inno intonato dai protestanti. Poco meno di due minuti che, unendo al linguaggio della musica quello del corpo, contribuiscono a dar voce a tutte le donne che in Iran, così come nel mondo, non hanno più voce o sono costrette a rischiare la propria vita per il diritto di gridarla.

(Video e regia di Mirco Bruzzesi)

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Questo è un articolo pubblicato il 20-10-2022 alle 13:37 sul giornale del 21 ottobre 2022 - 232 letture

In questo articolo si parla di musica, arte, danza, attualità, donne, protesta, libertà, Iran, sostegno, articolo, Giorgia Clementi, Masha Amini

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