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Dalla Vallesina ai territori di Area Vasta 3, lo IOM “va in tournée”

3' di lettura 28/10/2022 - Da 26 anni, lo Iom è presente nei territori dell’Area vasta 2 dove cura con passione e dedizione i pazienti oncologici nelle loro case. Da qualche settimana, tale operato abbraccia anche i territori di Macerata, Appignano, Treia e San Severino.

Il progetto è stato presentato in conferenza stampa nella mattinata di venerdì 28 ottobre. Esso, ricorda la Direttrice di Iom Maria Luisa Quaglieri, “è stato messo in piedi perché delle donne hanno creduto nella sua realizzazione, ma anche grazie all’Assessore Saltamartini che ha fortemente tenuto che lo IOM fosse riprodotto in un altro territorio”. Nei nuovi comuni di Area vasta 3 infatti, opererà una sorta di “clone” dello Iom che opera in Area vasta 2 – come definito dalla Direttrice - "perché verranno messe a disposizione le stesse figure che operano qui”, ovvero due medici, quattro infermieri ospedalieri, un Oss e uno psicologo, guidati dalla Dottoressa Silvia Marzocchino responsabile della zona di Appignano, Macerata e Treia, e dalla Dottoressa Benedetta Ferretti per l’area di San Severino.

Fondamentale per tale realizzazione, ma anche per tutto l’operato dell’Associazione, la sinergia tra il pubblico ed il volontariato. Tale connubio, commenta il Dottor Luciano Giuliodoriè la strada maestra per l’integrazione del volontariato, perché il pubblico ha i suoi doveri e le sue possibilità e il volontariato è il giusto sperone alle costole del pubblico perché le cose vadano come devono andare”. Esso, ricorda, garantisce di fatto che vengano integrate alle cure palliative da sempre attuate verso i pazienti e le loro famiglie, anche il progresso tecnologico che riguarda le possibilità terapeutiche. “Oggi si ha un’evoluzione tecnologica che va gestita a domicilio. Un conto è farlo in un reparto e un conto a domicilio dove le cose bisogna prevenirle e prevederle con largo anticipo. Per questo è fondamentale che la governance sia pubblica ed abbia il supporto del volontariato”.

Grazie a tale organizzazione, ricorda la Direttrice di Asur Marche Nadia Storti: “in questi 26 anni lo IOM è cresciuto e con lui anche la qualità dell’assistenza data ai pazienti oncologici. Questi ultimi hanno quel qualcosa in più degli altri pazienti perché soffrono di una malattia che riguarda non solo loro ma anche le loro famiglie, per questo è importante curarli nelle loro case, dove sono maggiormente a loro agio”.

Ricordato anche il fondamentale connubio con i reparti di Oncologia nella gestione del paziente. “C’è una zona ibrida del nostro percorso – afferma la dirigente medico dell’Oncologia di Jesi, la dottoressa Giovanna Carbonari che riguarda il momento del passaggio dal reparto di Oncologia alla presa in carica da parte dello Iom. La collaborazione tra le due parti rimane costante cosìcche nulla possa pesare sul paziente e sui familiari”.

Ciò che emerge dunque è una struttura di tante parti che collaborano in sinergia tra loro, come un organismo vivente costituito dal pubblico, dal volontariato, dal personale infermieristico e dall'equipe medica, insieme a tutti coloro che attraverso le donazioni sostengono lo Iom. “Siamo fortunatissimi, – afferma la Presidente di Iom Anna Quaglieri - abbiamo un’azienda che produce solidarietà e mi riempie il cuore il fatto che una delle entrate maggiori provenga proprio da funerali che non sono nostri, da persone che ci conoscono e hanno stima per il nostro lavoro. Gente che non mi devono niente ma che mi stimano e mi fanno andare avanti”.

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Questo è un articolo pubblicato il 28-10-2022 alle 19:08 sul giornale del 29 ottobre 2022 - 132 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Giorgia Clementi

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