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A palazzo Bisaccioni dialogo su femminicidio e territorio con l'autrice Maria Rita Bartolomei e Gianfranca Schiavoni

3' di lettura 14/11/2022 - Da quanto si apprende dai dati diffusi settimanalmente dal Viminale, in Italia dall'inizio del 2022, 96 donne sono state vittime di omicidio. Di esse, 84 hanno trovato la morte in ambiente familiare o affettive, tra loro 49 sono state uccise dal partner. Numeri che celano nomi e storie di donne, confermando quella piaga sociale alla quale è dato il nome di "femminicidio".

Insieme a temi attuali come la tratta di esseri umani e la risocializzazione dei detenuti, il femminicidio è uno dei protagonisti del libro di Maria Rita Bartolomei, avvocato e dottore di ricerca in Sociologia delle istituzioni giuridiche e politiche. Il volume dal titolo " Suggestioni postmoderne. Percorsi insoliti di antropologia giuridica" è stato presentato venerdì 11 novembre a Palazzo Bisaccioni, in un incontro organizzato da Italia Nostra con il patrocinio del Comune di Jesi, della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e della Fidapa. Centrale il tema del femminicidio analizzato da un punto di vista antropologico e affrontato attraverso un dialogo tra l'autrice e Gianfranca Schiavoni presente in qualità di Presidente dell'Asp Ambito 9.

Parlare di femminicidio vuol dire parlare di un universo di fattori spiega l' autrice del libro. " Ci siamo ormai abituati a sentirne parlare perché ne avvengono ogni giorno. Essi vengono rappresentati come episodi quasi casuali, invece non è così. Andando a verificare dalle biografie delle donne uccise vediamo che si tratta di una morte annunciata, spesso preceduta da una denuncia nei confronti del loro assassino". Il discorso mette dunque subito in luce uno dei problemi principali del fenomeno, rappresentato dall'inefficienza del sistema giuridico italiano a tutelare la donna prima che sia troppo tardi.

"Non abbiamo degli strumenti adeguati per intervenire giuridicamente da prima, perché in primo luogo abbiamo a che fare con relazioni intime - spiega- e le aggressioni sono commesse in contesti dove la donna dovrebbe sentirsi più sicura, a casa, con persone che conosce bene. Un'altra suggestione deriva poi dal termine femminicidio che prende una connotazione di genere da quando nel 1976, la scrittrice e attivista femminista Diana E.H. Russel lo impiega per indicare l'uccisione di una donna in quanto tale", dando vita ad una categoria criminologica particolare. Qualificare come reato l'uccisione di una donna per motivi di genere, creerebbe però un problema nel nostro ordinamento giuridico in quanto, con la sua istituzione, si contrasterebbe uno dei principi fondamentali, ovvero quello di uguaglianza.

Da un punto di vista antropologico invece, il femminicidio è strettamente legato al concetto di cultura, socializzazione e violenza. Nel libro Maria Rita ripercorre l'origine antropologica di quest'ultima, delineando la violenza come una manifestazione negativa dell'aggressività. Molte forme di violenza spiega, " sono oggi legate alla crescente digitalizzazione ed alla dipendenza che essa crea. Ne deriva una solitudine maggiore che accresce la nostra aggressività. Siamo sempre più concentrati su questi strumenti che diventano quasi alter ego. Solitudine, isolamento, maggiore aggressività, maggiore violenza, che portano a vedere l'altro come il nemico, anche quando l'altro è la compagna di una vita".

Alle sue parole segue l'intervento di Gianfranca Schiavoni che focalizza l'attenzione su quanto accade nel nostro territorio. Come risponde l'asp, che si occupa di servizi alla persona, alla piaga della violenza? "Il punto di partenza e quello culturale" spiega Gianfranca. "Ci sono i centri antiviolenza, abbiamo il consultorio, lo sportello di ascolto della casa delle donne. Ma questo non basta perché riguarda già il momento in cui la donna deve essere messa in sicurezza. Ciò che è ancora più importante fare è un'operazione culturale che parli ai ragazzi. La violenza è parte della loro quotidianità, per questo abbiamo attivato questi percorsi nelle scuole che coinvolgono enti ed associazioni. Percorsi ed iniziative che riguardano sia le donne che gli uomini maltrattati, di cui spesso nessuno si occupa".

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Questo è un articolo pubblicato il 14-11-2022 alle 19:37 sul giornale del 15 novembre 2022 - 44 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Giorgia Clementi

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