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comunicato stampa
L’Atim? L’ennesimo poltronificio targato Acquaroli. Bora (Pd): “Si sprecano ingenti risorse per pagare un direttore che dirige solo se stesso”

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“A oltre un anno e mezzo dalla sua costituzione, l’Agenzia per il turismo e l’internazionalizzazione delle Marche resta una scatola vuota”.

A dirlo è la consigliera regionale del Partito Democratico Manuela Bora, che punta il dito sulla struttura fortemente voluta e approvata in fretta e furia nel 2021 dalla giunta Acquaroli, ma ancora oggi priva di quelle figure professionali specializzate che, secondo le promesse della giunta stessa, avrebbero dovuto rendere più efficaci le attività rivolte al settore turistico e all’internazionalizzazione.

“Al momento – spiega la consigliera dem - risulta solo l’assunzione nello scorso aprile di due funzionari, tra cui, incredibile ma vero, un esperto “ecologista-agroalimentarista! La verità è che, nonostante il lauto compenso percepito, il direttore Bruschini, messo a capo dell’Atim dalla giunta regionale, anziché rendere autonoma l’agenzia come previsto dalla legge che la ha istituita, continua ad avvalersi quasi esclusivamente dell’enorme mole di lavoro svolta dal personale assegnato ai servizi della Regione Marche. Ciò significa una cosa molto semplice e che denunciamo da tempo: l’Atim non è altro che l’ennesimo poltronificio targato Acquaroli, di cui in realtà non c’è alcun bisogno, visto che tutta l’attività può e continua a essere svolta “in casa”, contando sull’esperienza decennale di funzionari e dirigenti che, non a caso, sono stati ampiamente riconfermati dalla pseudo riorganizzazione approvata dalla giunta regionale”.

“Del resto – conclude Bora – tutto quello che finora è stato realizzato in tema di promozione turistica e internazionalizzazione è totalmente in linea con quanto veniva fatto in passato. Ma con due sostanziali differenze. La prima è che oggi si stanno sprecando centinaia di migliaia di euro pagare un direttore che lavora soltanto per sé stesso, forse in attesa che i tempi siano maturi per assegnare ruoli e incarichi ad hoc. La seconda è che dopo aver mancato di rispetto a quei funzionari regionali che con la costituzione dell’Atim sono additati implicitamente come degli incompetenti, ora non vengono neppure gratificati dal punto di vista professionale ed economico per l’attività che svolgono quotidianamente”.








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