x

SEI IN > VIVERE JESI > CRONACA
articolo

E' morto l'artista Mario Sasso, aveva 89 anni

2' di lettura
290

di Sara Santini
redazione@viveremarche.it


Si è spento a 89 anni, Mario Sasso, nato a Staffolo e cresciuto a Jesi è considerato il pioniere della videoarte in Italia.

Formatosi come pittore e successivamente come grafico, nel 1953-54 segue a Torino i corsi di Armando Testa presso la Scuola di Grafica e Pubblicità. Trasferitosi a Roma, dal 1958 inizia a collaborare con la Rai, avviando un percorso di ricerca che lo porta ad affiancare alla pittura, la progettazione grafica e i nuovi linguaggi dell’elettronica. Nel 1960 firma la prima sigla televisiva, per il programma Non è mai troppo tardi di Alberto Manzi. Nella prima metà degli anni Sessanta alterna all’impegno televisivo un’intensa attività pittorica con mostre personali e partecipazione a collettive.

Nel 1968 è in Libia dove prende parte all’istituzione della locale televisione nazionale e realizza una serie di quadri ispirati al mondo arabo. Tornato a Roma, nel 1970 rinnova la propria presenza nel circuito delle esposizioni legate sia ai temi dell’impegno sociale sia alla ricerca pittorica pura: proprio le preoccupazioni comunicative di quegli anni 1o spingono a confrontarsi con le potenzialità della televisione.

A partire dai paesaggi urbani Mario Sasso si muove fino alle installazioni e alle video sculture, in cui si intrecciano, in una estensione originale di risorse espressive, diversi linguaggi. Sasso è stato un autore che ha fatto dell’esplorazione espressiva dei nuovi linguaggi tecnologici l’ambito privilegiato della sua esperienza artistica, lasciandosi affascinare dalla tecnologia e combinando insieme linguaggi di diversa matrice: pittura, cinema, televisione, video, computer.

Tra i diversi lavori che compie nel corso degli anni nel 1982 realizza la nuova sigla per il Tg2 enel 1984 realizza la sigla del Tg3 e il direttore di Rai Due, Luigi Locatelli, lo incarica di curare la nuova immagine di rete.

Nel 1990 collabora con RaiSat, per la quale produce Foot Print. Nel 1994 realizza le immagini di Frammenti sull’Apocalisse, lavoro teatrale multimediale di Daniele Abbado, Roberto Andò. Nella seconda metà degli anni Novanta l’artista concentra la propria attenzione sulle videoinstallazioni. Del 1998 è la Torre delle Trilogie totem di sessanta monitor, con musiche di Nicola Sani, commissionato dall’azienda I Guzzini, opera nella quale per la prima volta sperimenta uno sviluppo verticale del montaggio, e che vince nello stesso anno il Premio Guggenheim.

Dal 2000 al 2002 Sasso realizza una serie di videotape sul Novecento che confluiscono nelle installazioni per la mostra antologica ospitata dalla 53° edizione della Rassegna Internazionale d’Arte G.B. Salvi di Sassoferrato.

I funerali si terranno sabato a Roma.



Questo è un articolo pubblicato il 05-10-2023 alle 15:08 sul giornale del 06 ottobre 2023 - 290 letture






qrcode