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Una corona di bronzo indicherà il punto più alto di Jesi. Da secoli c'è una pietra a segnalarlo, ma in pochi sanno dov'è.

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di Michele Paoletti
redazione@viverejesi.it


Probabilmente non sono molti gli jesini che sanno che l’altitudine massima della città è di appena 97 metri sul livello del mare, ma sicuramente ancor di meno sanno dove si trova il punto in cui questa quota viene raggiunta.

Eppure il punto esatto è ben segnalato da secoli e si trova in un posto in cui è difficile che chi si fosse trovato a passeggiare per il centro città non lo abbia calpestato almeno una volta. I 97,38 mslm, infatti, si trovano lungo via Pergolesi (forse più conosciuta come via degli Orefici) proprio di fronte all’arco dei Verroni, altra bellezza architettonica cittadina risalente ad inizio 1500 a cui si tende spesso a non far caso. A segnalare il punto preciso vi è una pietra arenaria ,disposta in maniera difforme rispetto al resto della lastricatura.

Per far sì che il punto non passi più inosservato e venga riconosciuta per i decenni a venire, la Giunta comunale nella seduta di martedì 17 ha adottato una delibera nella quale si prevede un “intervento plastico decorativo” che rientra nel “regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”. In pratica, verrà realizzato una marcatura del concio attraverso l’apposizione di una sorta di "collare". Il progetto è dello scultore jesino Massimo Ippoliti, il quale prevede l’esecuzione di una scarnitura leggera delle fughe tra la pietra arenaria che segnala il punto e quelle circostanti, dopo di che verrà fatto un calco sulle parti interessate, per ottenerne le cere. Il manufatto verrà poi fuso in bronzo e incastonato sul posto mediante perni e calce. Sulla pietra verrà apposta l’iscrizione in latino “Summitas Aesis Civitatis hic est“. Proprio in virtù di quanto stabilito dal Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione, dall’iniziativa “non derivano oneri a carico del bilancio dell’Ente, salva l’eventuale attività di supporto tecnico, mediante personale e mezzi del Comune, nella fase di realizzazione dell’intervento”. L’articolo 2 del Regolamento, infatti, definisce la “proposta di collaborazione” da parte dello scultore jesino come “la manifestazione di interesse, formulata dai cittadini attivi, volta a proporre interventi di cura o rigenerazione dei beni comuni urbani”. Inoltre, nella Delibera si evince che i costi vivi per la realizzazione dell’intervento verranno assunti da un mecenate, il dott. Alberto Giacani, di Azimut.

Nel decidere questo intervento di carattere storico-artistico, l’Amministrazione Fiordelmondo ha richiamato la deliberazione consiliare n. 136 del 30 novembre 2022, con la quale sono state approvate le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato 2022-2027, che per quanto riguarda il settore del commercio, dedicano una specifica attenzione all’artigianato d’arte. “Via Pergolesi – si legge nel testo dell’Atto – viene comunemente appellata con l’odonimo di ‘via degli Orefici’, in quanto zona di insediamento, nel corso dei secoli, di numerose botteghe dedite alla lavorazione dei metalli preziosi. Per finalità di tutela della memoria storica e di promozione turistico/culturale è intendimento dell’Amministrazione valorizzare la via, anche con interventi di carattere artistico in occasione della festa di Sant’Eligio, Patrono degli orafi (1 dicembre)”. L’intervento, infatti, ha già attenuto il nulla osta della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Ancona e Pesaro-Urbino e quindi potrà essere realizzato in tempi brevi.

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Questo è un articolo pubblicato il 18-10-2023 alle 23:11 sul giornale del 19 ottobre 2023 - 6172 letture






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