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comunicato stampa

Jesi in comune: "Tortura: un reato difficilmente conquistato e sul quale non possiamo tornare indietro"

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da Jesi in Comune
 


Jesi in Comune

Durante il Consiglio Comunale del 21 novembre, abbiamo avuto modo di discutere anche dell’ordine del giorno che chiedeva il respingimento di qualsiasi ipotesi di abrogazione del reato di tortura. Anche in questo caso, come durante la discussione su femminicidi e patriarcato, non meno imbarazzante e superficiale è stato l’intervento del gruppo di Fratelli d'Italia.

Anche su questo tema abbiamo provato a fare una riflessione sulla necessità di non tornare indietro, perché, come ha sostenuto Luigi Manconi, nonostante i suoi limiti, questa previsione normativa, approvata con un ritardo di almeno 30 anni, sta svolgendo una funzione efficace nei confronti di trattamenti inumani e degradanti, ed andare oggi a modificarla porterebbe sicuramente ad una soluzione peggiore.

È una norma che avrebbe permesso ai giudici di sanzionare, per esempio, comportamenti che invece sono rimasti impuniti nel 2001 quando a Genova si è verificata la più grave sospensione dei diritti democratici in Europa dopo la seconda guerra mondiale. Perché sostenere che la tortura in Italia non esiste, è una bugia, è già una violazione dei diritti umani, come ha efficacemente detto Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano che è stato ucciso da quello Stato che avrebbe dovuto tutelarlo. Ecco, proprio in riferimento a Stefano Cucchi la consigliera di Fratelli d'Italia ha commentato con un “eh capirai”, aggiungendo che con la previsione del reato di tortura sono troppi i vincoli legali a cui sono già soggette le forze di polizia.

Parole che implicitamente tradiscono l'idea che le forze di Polizia devono essere libere anche di commettere il reato di tortura e che fanno capire come non si sia compreso che questa norma è a tutela anche di tutte quelle forze dell'ordine oneste che mai si macchierebbero di tali crimini. Ma in consiglio comunale Fratelli d'Italia ha trovato fedeli alleati nelle liste civiche ed, in particolare, nel gruppo di Jesiamo che ha votato contro questo Odg sostenendo che portare in consiglio un testo che ricalca un appello di Amnesty International non consente un dialogo ed un confronto tra le forze politiche e che comunque, così come formulato, rappresenta un attacco alle forze dell'ordine. Tutto prevedibile, purtroppo.



Jesi in Comune

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-11-2023 alle 09:38 sul giornale del 30 novembre 2023 - 56 letture






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