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comunicato stampa

Ast, Tribunale del Malato: "Imbarazzante parlare di risultati raggiunti per l’abbattimento delle liste di attesa"

2' di lettura
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da Pasquale Liguori
Tribunale dei diritti del Malato


Ospedale Carlo Urbani di Jesi
Abbiamo appreso dalla stampa che nella giornata di ieri la Regione ha fatto l’ennesima snocciolata di dati per quanto concerne lo stato delle Aziende sanitarie e le attività messe in campo per il futuro della nostra sanità.

Diciamo subito che ci aspettavamo anzitutto una risposta precisa sulla disparità di trattamento per la nostra AST circa l’aumento dei tetti di spesa, davvero penalizzante per la nostra AST (stanziati 9 milioni in totale e solo un misero 2% all’AST di Ancona). Ma la cosa più imbarazzante di tale conferenza stampa è stata quella di avere avuto il "coraggio”, chiamiamolo cosi, di parlare di risultati raggiunti per l’abbattimento delle liste di attesa; a nostro avviso sarebbe stato meglio tacere e ammettere la resa sull’argomento.

Vogliamo ricordare solo alcuni “annunci“ altisonanti della Regione risalenti all’anno scorso. A luglio 2023 si annuncia l’istituzione di una Unità di coordinamento aziendale per abbattere le liste di attesa, con riunioni settimanali, e sempre a luglio l’Assessore Saltamartini in un intervista afferma che lui ogni mattina, appena sveglio, la prima cosa che fa è chiamare al CUP per conoscere le prestazioni che mancano. Ad agosto 2023 la Regione annuncia uno stanziamento di 9 milioni per il recupero delle liste di attesa relative alle prestazioni ambulatoriali e interventi chirurgici.

A settembre 2023 un roboante annuncio dell’Assessore che assicura prestazioni garantite a 9 cittadini su 10 e tutte nell’ambito provinciale dell’AST di appartenenza. Morale della favola raccontata dalla Regione è che le liste di attesa non solo non sono state abbattute ma sono diventate ancora più lunghe e penalizzanti per i cittadini della nostra regione.

I nostri uffici e il nostro telefono sono quotidianamente interessati da richieste di cittadini che non riescono ad ottenere una prestazione nei tempi previsti, a volte non riescono neppure ad averla una data in quanto le agende sono piene. L’aspetto di tale problematica che maggiormente ci preoccupa è che oggi le attese riguardano anche il cosiddetto follow up e cioè i controlli che il paziente deve fare “necessariamente”, e nei tempi previsti, dopo un intervento chirurgico anche di natura oncologica.

E allora ci permettiamo di suggerire alla Regione di fare pochi annunci e tanti fatti come quello di assumere, assumere, assumere personale, per far si che le prestazioni si possano eseguire anche nei pomeriggi, anche nei prefestivi e perché no anche nei festivi come avviene in altre regioni.



Ospedale Carlo Urbani di Jesi

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-02-2024 alle 11:28 sul giornale del 12 febbraio 2024 - 262 letture

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