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comunicato stampa

Chiaravallese ringrazia l'UOC di chirurgia generale di Jesi: "La vita sociale era un miraggio, ora la luce in fondo al tunnel"

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da una cittadina

Ospedale Carlo Urbani di Jesi

Alla cortese attenzione dell'assessore alla sanità Filippo Salta Martini, della consigliera Linda Elezi, del Direttore Generale Giovanni Stroppa e della Direttrice Sanitaria Benedetta Ruggeri.

Gentilissimi, da cittadina sento il dovere morale di ringraziare voi tutti ed in particolare l’UOC di chirurgia Generale di Jesi diretta dal dott. R. Campagnacci per la professionalità, la dedizione e la sensibilità che mi è stata dimostrata nelle cure prestatemi.

Da alcuni anni infatti ho sviluppato un’incontinenza urinaria e fecale che mi hanno progressivamente costretta ad un isolamento sociale e familiare assai pesante. Dopo una serie di consulti, sono stata indirizzata al dott. Guarino, che valutata la situazione, dopo un lungo iter diagnostico, mi consigliava l’impianto di un neuromodulatore sacrale. Un dispositivo impiantabile, mi spiegava, tipo pacemaker, che agiva stimolando il nervo responsabile della continenza e che avrebbe potuto aiutarmi a riconquistare quella vita sociale che ormai era diventata un miraggio. La luce alla fine del tunnel.

Nonostante l’attesa, sono sempre stata rassicurata dal medico che tutti gli attori di questa vicenda si stavano adoperando in ogni modo per venirmi in soccorso. A volte, quando la depressione batteva più forte, ho anche pensato di andare in qualche regione del nord per farmi impiantare questo dispositivo, ma mi sono fidata della promessa fattami e ho aspettato il fatidico giorno. Ho avuto modo di constatare che la mia situazione è stata presa a cuore da tutti, amministrativi, istituzioni e vertici aziendali.

E il mio grazie va indistintamente a tutti. Nel condividere la mia problematica con altri pazienti ho inteso che la metodica propostami non era poi così diffusa e che i miei medici erano tra i pochi in Italia ad occuparsene. Mi sembrava impossibile poter risolvere una così delicata situazione sotto casa; e poi, alla fine, la chiamata, il ricovero e lo stupore nel trovare ricoverata un’altra paziente che veniva a sostituire la batteria a Jesi da una regione vicina. Non nascondo che da Marchigiana ho provato un sentimento di orgoglio.

Con sincera gratitudine.



Ospedale Carlo Urbani di Jesi

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-04-2024 alle 16:19 sul giornale del 12 aprile 2024 - 510 letture






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