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comunicato stampa

Appartamento in Via del Verziere 55, Tutela Salute Mentale Vallesina: "La follia dei presunti sani"

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da Tutela Salute Mentale per la Vallesina - ODV


L’associazione “Tutela Salute Mentale per la Vallesina” ritiene opportuno intervenire sulla vicenda dell’appartamento di via del Verziere, che ospitava disabili psichici anche gravi, per esprimere innanzitutto piena solidarietà alle vittime degli abusi che stanno emergendo.

Nessuno ora cada dal pero, sarebbe insopportabile e indecoroso.

Le “anomalie” di quell’appartamento erano note da tempo a tutte le parti in causa: amministratori, sanitari, forze dell’ordine, magistratura. L’associazione “Tutela Salute Mentale per la Vallesina” aveva segnalato più volte agli Enti e alle autorità competenti irregolarità di tipo gestionale accertate anche dal NAS chiamato in causa dalla nostra Associazione.

Ciò che abbiamo appreso dai giornali riporta una situazione ancor più grave rispetto a quella che avevamo denunciato. Il “volontario” colto a cucinare in brache calate è purtroppo l’orrenda punta dell’iceberg. Che poi i volontari cucinano? Ma certo! chi non gradirebbe a casa propria un aiuto simile? Peccato che qui si stia parlando di una struttura realizzata originariamente dall’associazione di volontariato gestita dai due arrestati ed alimentata da invii di pazienti da parte del Servizio di Salute Mentale in base ad una “convenzione” tra loro.

FOLLIA PURA.

Da sempre la malattia mentale è la “cenerentola” del Servizio Sanitario Pubblico: pazienti e famiglie vivono nell’isolamento il doppio dramma della malattia e l’umiliazione del ricatto fatto di silenzio. Precipitare nel buco nero del disagio psichico è facilissimo, uscirne è impresa titanica.

I MATTI - chiamiamoli pure così, ma con affetto – è quanto di più difficile ci sia da gestire, a meno che non li si imbottisca di psicofarmaci e via. Se poi chi ne dovrebbe aver cura li rinchiude in “appartamenti in condivisione” gestiti, udite udite, da BADANTI, da “volontari” e da altri soggetti che si girano dall’altra parte. Beh, allora SIAMO ALLA FOLLIA. Non quella dei matti, bensì quella criminogena dei presunti sani.

Non chiamiamo i soggetti coinvolti “volontari” perché i volontari veri sono ben altre persone. Attendiamo fiduciosi che la Magistratura voglia questa volta approfondire tutti i risvolti della vicenda sin dall’iniziale avvio della struttura sulla quale la nostra associazione aveva acceso un faro da subito nel lontano 2018 con invio di lettere. esposti e segnalazioni che non hanno avuto il dovuto, meritato riscontro.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-04-2024 alle 15:26 sul giornale del 20 aprile 2024 - 1486 letture






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